La tua voce registrata ti sembra strana?

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La tua voce registrata ti sembra strana?

La tua voce registrata ti sembra strana?

Riascoltiamo un messaggio vocale inviato ad un amico oppure la nostra voce su un video o su un'intervista. La prima reazione è davvero comune: quella voce sembra diversa, meno familiare, come se appartenesse a qualcun altro. Eppure è proprio la nostra.

Nella vita di tutti i giorni, infatti, la voce ci accompagna continuamente, ma quasi sempre mentre la stiamo usando, non mentre la stiamo ascoltando dall’esterno. Non è solo una questione tecnica: entra in gioco anche la percezione che abbiamo di noi stessi. Siamo abituati a riconoscerci in un certo modo, e quando il suono che torna indietro non coincide con quell’immagine interiore, nasce una piccola frattura.

C’è poi un aspetto molto concreto. La voce che percepiamo mentre parliamo passa attraverso il nostro corpo in modo diverso rispetto a quella che viene raccolta da un dispositivo. Una registrazione restituisce un suono più distante, quello che arriva davvero a chi ci ascolta. Per questo può sembrarci meno pieno, meno caldo o semplicemente diverso da quello che ci aspettavamo. Anche il mezzo usato incide: uno smartphone, un computer o un microfono non replicano mai la voce nello stesso identico modo. Ma il punto più interessante non è stabilire se la voce registrata ci piaccia oppure no.

Il punto è che ascoltarla può diventare utile. Nella registrazione, infatti, notiamo dettagli che di solito ci sfuggono: il ritmo troppo veloce, le frasi poco scandite, un tono sbagliato, una certa tensione, oppure al contrario una piacevole naturalezza che non sospettavamo nemmeno di avere. In questo senso, la voce registrata è un’occasione per conoscersi meglio. Molte persone tendono a giudicarsi con troppa severità quando si riascoltano.

Succede perché la voce tocca qualcosa di profondo: è identità, presenza, modo di stare nel mondo. Sentirla “da fuori” può mettere un po’ a disagio, soprattutto all’inizio. Ma più ci si abitua, più quella sensazione perde forza. La familiarità fa molto. Con il tempo, ciò che prima sembrava strano comincia semplicemente a “suonare meglio”. Questo non significa dover inseguire una voce perfetta. Significa piuttosto imparare a riconoscere la propria, con le sue caratteristiche, il suo colore e il suo modo di comunicare.

Ascoltarsi può aiutare a parlare con più consapevolezza, a dosare meglio ritmo e intenzione, e anche a sentirsi più sicuri quando si registra un contenuto, si invia un vocale o si affronta una videochiamata.

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Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta alimentare varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni d’uso.