Il tono della voce: un potere da non sottovalutare

Il tono della voce: un potere da non sottovalutare

I messaggi verbali, o le parole, sono solo una delle modalità attraverso cui le persone comunicano e influenzano gli altri. Esistono molti modi di interagire e inviare messaggi non verbali come stabilire un contatto visivo, chinare il capo in avanti, gridare, sottolineare o enfatizzare qualcosa con il tono della voce. La comunicazione non verbale di una persona è altrettanto importante, se non più importante, della sua comunicazione verbale.
Secondo Gregory Bateson, solo circa l'8% dell'informazione comunicata in un'interazione è veicolata dalle parole e costituisce la parte "digitale" dell'interazione. L'altro 92% viene comunicato non verbalmente, attraverso il sistema "analogico". Gli aspetti analogici della comunicazione comprendono il linguaggio del corpo, come pure le informazioni veicolate dalla parte auditiva tonale dell'interazione, come il tono, il ritmo ed il volume della voce.
La comunicazione non verbale include segnali e indicazioni come le espressioni del volto, i gesti, la postura del corpo, il tono è le variazioni del ritmo della voce, e i movimenti oculari. I segnali non verbali sono spesso dei "meta messaggi", riguardo al contenuto verbale che viene espresso. Se qualcuno dice: "Questo è davvero magnifico" con un tono di voce sarcastico, in realtà sta inviando in modo non verbale il messaggio opposto a quello che le parole affermano effettivamente.
I segnali non verbali, come le espressioni facciali ed il tono della voce, tendono a produrre su di noi un impatto soprattutto sul piano emozionale, determinando il modo in cui ci fa "sentire" ciò che qualcuno ci dice. In effetti, i messaggi non verbali tendono a riflettere e ad influenzare il nostro stato interno, mentre i messaggi verbali sono più associati a processi cognitivi. La comunicazione non verbale è più "primitiva" ed è la modalità principale che gli animali usano per comunicare fra loro (e attraverso la quale comunichiamo con loro).  Se noi diciamo le parole "grazioso cagnolino" ad un cane con un tono di voce arrabbiato e minaccioso, non c'è dubbio che la sua risposta sarà determinata dal tono della voce piuttosto che dalle parole.
Quindi il tono di voce che si usa mentre si parla con gli altri può produrre un grandissimo impatto sul modo in cui il messaggio verbale viene "sentito" e "ricevuto".  Dire a qualcuno :"Tu puoi farlo" con una voce che esprime frustrazione o rabbia può innescare dei dubbi piuttosto che sicurezza o convinzione.
Le parole giuste, dette con un tono di voce sbagliato, possono produrre l'opposto di ciò che vogliamo. Dunque lo stato interno in cui ci troviamo mentre parliamo è importante quanto lo stato interno dell'ascoltatore.
Imparare al osservare i segnali non verbali, e porre un'attenzione maggiore al vostro stato interno, può aumentare moltissimo la vostra efficacia per produrre un impatto positivo sulle convinzioni degli altri.
Tratto da libro "Il potere delle parole e della PNL" di Robert Dilts.

Martedì, 26 Maggio, 2015